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Nell'ambito delle manifestazioni per i cinquantanni del Premio “Bice Bugatti – Giovanni Segantini”, il Bice Bugatti Club ha organizzato la mostra Nova Art Collections presentata il 29 ottobre 2009 in sala Gio.I.A. a Nova Milanese, alla presenza del presidente della Fondazione "Elio Quercioli", Franco Cazzaniga, di Giancarlo Don, in rappresentanza dell'Arci Nova “Enrico Rossi”, del presidente della Libera Accademia di Pittura “Vittorio Viviani” (LAP), Clemente Schiatti e del suo direttore, Alessandro Savelli. L’esposizione ha riunito le opere di tre importanti collezioni d’arte novesi formatesi parallelamente al Premio “Bugatti – Segantini” e all'attività della LAP. Accanto alle opere dei vincitori del Premio “Città di Nova Milanese”, ora di proprietà della Fondazione “Elio Quercioli” di Milano, e alle opere in possesso del Circolo Arci Nova “Enrico Rossi” di Nova Milanese, era visibile la storica raccolta dei dipinti di proprietà della LAP di Nova Milanese, esposta al pubblico per la prima volta.

L’origine della collezione dell’Accademia è notevolmente diversificata. Nella maggior parte dei casi si tratta di donazioni da parte degli artisti in segno di riconoscenza, stima e affetto nei confronti del lavoro svolto dall’Accademia, dal maestro Vittorio Viviani (1909-1998), che la fondò a Desio nel 1952, anno in cui iniziò a formarsi la raccolta, e dalle persone che negli anni hanno dato il loro contribuito a mantenere vitale l’associazione. Pensiamo soltanto ai molti dipinti e disegni regalati dagli ex-allievi: Luigi Rossini, Gianni Cassamagnago, Giovanni Barboglio, Valerio Pulici, Nilla Ferrara, Olga Sala, Carlo Bonfanti e Lina Gambuto.

Molti anche i lavori lasciati dagli artisti che hanno partecipato, e talvolta anche vinto, i Premi “Bice Bugatti” e “Giovanni Segantini”, istituiti a partire dal 1959 dalla LAP per volere di Viviani, inizialmente come competizioni distinte,e alternate di anno in anno, dedicate rispettivamente alla pittura e al disegno, e recentemente unificate in un unico premio.

Le rassegne hanno visto nel corso della loro lunga storia la partecipazione di numerosi artisti, tra cui molti allievi ed ex-allievi dell’Accademia, che in segno di apprezzamento per l’iniziativa, e di gratitudine per il riconoscimento conseguito, hanno deciso di lasciare un’opera alla LAP.

Ne sono un esempio i lavori di Franco Donzelli, dello scultore Amedeo Arpa e di Maria Pignacca, vincitori del Premio “Bice Bugatti”, della scultrice italo-argentina Beatriz Cazzaniga, vincitrice del premio “Giovanni Segantini”, e della giovane pittrice Zelda Sartori,  che conseguì nel 2009 il Premio “Bice Bugatti Club” proprio con l’opera ora appartenente alla raccolta.

Significativi anche i lasciti di autori che hanno preso parte o vinto i Premi collaterali al “Bice Bugatti” e al “Giovanni Segantini”, come quelli dedicati all’incisione e all’acquerello, e i Premi messi a disposizione della Libera Accademia di Pittura. Piccoli, per esempio, ottenne il “Vittorio Viviani”, Ermes Bajoni vinse il Premio dedicato all’incisione, cui partecipò anche Cannaò, Pier Sandro Del Rio conseguì il Premio “Città di Nova Milanese”, Gianfranco Borsa vinse il Premio per l’acquerello “Fondazione Alessandro Durini”.

Schizzi, disegni, stampe, dipinti: sono quattordici i lavori ceduti all’Accademia dal maestro Vittorio Viviani, fondatore della scuola e dei Premi “Bice Bugatti” e “Giovanni Segantini”. Un pittore che, come dice Stefano Crespi, “(…) ha un connotato di occasioni, di incontri, di viaggi, di luoghi amati, di metafore” 1. Frequenti i suoi soggiorni a Iseo, Venezia e Alberobello, numerosi gli artisti conosciuti, le amicizie e i sodalizi artistici instaurati che hanno spinto alcuni autori a donare delle opere alla LAP.

Primo Formenti e Dino Caccia, per esempio, originari del bresciano, prendevano parte alle iniziative organizzate da Viviani a Iseo, città dove il maestro frequentava un gruppo di artisti di Palazzolo sull’Oglio che orbitavano intorno a importanti gallerie della zona.

Gli acquerelli di Carlo Zocchi e di Umberto Ravazzi sono entrati in collezione a seguito della Prima Rassegna Artistica “Anni Trenta” organizzata a Nova Milanese da Vittorio Viviani e Raffaele De Grada dal 19 giugno al 3 luglio 1983. La mostra si proponeva di riparare alle esclusioni dell’esposizione sugli anni ’30 realizzata a Palazzo Reale (Milano) due anni prima, in cui erano stati “dimenticati” molti nomi, specie lombardi, significativi nel panorama artistico di quell’epoca2.  

La litografia “Venezia che muore” di Romano Conversano fu regalata dal pittore quando venne in Accademia a ritirare un dipinto che aveva esposto ad una mostra organizzata negli anni settanta da Viviani.

Non mancano poi le opere acquistate a nome dell’Accademia, come i disegni di Cristoforo De Amicis, voluti da Viviani come esempio di bozzetti per i suoi allievi.

La raccolta ospita anche tre opere di Pierantonio Verga, desiano di adozione, titolare per dieci anni della cattedra di pittura all’Accademia Aldo Galli di Como, pittore informale ultimamente legato ai temi del poeta, dell’angelo, dei luoghi perduti3; tre dipinti di Dario Brevi, appartenente al Nuovo Futurismo cui aderì spinto dalla “(…) ricerca di una creatività a tutto campo, dalla pittura-scultura al design alla grafica, sulla scia del futurismo che aveva teorizzato la necessità di rivoluzionare i modi d’espressione e di vita in tutti i campi”, caratterizzato da “(…) una espressività originale che guarda con attenzione alla realtà e trae dalle immagini dei mass-media (giornali e pubblicità, soprattutto) le suggestioni per una propria narrazione” 4. E ancora le carte di Luigi Cavina, allievo di Viviani alla LAP, pittore astratto e informale, il cui gesto pittorico, carico di colore, è spontaneo, fresco, vivace, dinamico, con rimandi a Kandinskij, Pollock ed Hartung5; gli studi di Giancarlo Curone per il quadro “Caduta delle ali” o il bozzetto per “Il bosco magico”, un’espressività poetica che trasfigura in chiave fantastica luoghi, persone, ricordi, creando atmosfere leggere, da sogno6; e infine Giansisto Gasparini, per molti anni docente a Brera e membro a Milano insieme a Gianfranco Ferroni e Floriano Bodini, tra la metà degli anni cinquanta e la fine degli anni sessanta, del movimento Realismo Esistenziale.

Tra gli altri nomi che compaiono in collezione ricordiamo: Luigi Angelo Teruzzi, Gina Maffei, moglie di Piero Giunni, pittore inserito nel 1954 da Arcangeli nella rosa degli ultimi naturalisti e legato alla galleria Ponte Rosso, Gianni Fichera, Brenda Feher, Paolo Bonetto, Mauro Brattini (allievo e amico di Remo Brindisi) e Corrado Mauri, ex direttore della LAP.

 

Testo a cura di Alessia Barzaghi



[1] AA. VV., Vittorio Viviani, 1909-2009, catalogo della mostra, Silvia Editrice, Cologno Monzese, 2009, pag. 18.

[2] AA. VV., Prima Rassegna Artistica “Anni Trenta”, 19 Giugno – 3 Luglio 1983, Arti Grafiche Trassini, Vimercate, 1983.

[3] Stefano Crespi, a cura di, Pierantonio Verga, il luogo perduto, Farina Grafiche, Seregno, 2006.

[4] AA. VV., Presenze del Contemporaneo. Artisti in Brianza, Cattaneo Paolo Grafiche, Oggiono (LC), 2009, pag. 26.

[5] Luigi Cavina, era un sole che non finiva mai, Silvia Editrice, Cologno Monzese, 2007.

[6] Claudio Rizzi, a cura di, Giancarlo Curone, note visionarie e suggestive, Nicolini Editore, Gavirate (VA), 2005.